GajaLab GajaLab
Travel e digitale

Agenzie di viaggio: il preventivo lento fa perdere clienti

Il viaggiatore confronta, decide in fretta e sceglie chi gli risponde prima e meglio. Eppure molte agenzie lavorano ancora con un form, un'email scritta a mano e un modulo da rispedire firmato.

Andrea Paolini
Andrea PaoliniOwner GajaLab
5 min di lettura
Agenzie di viaggio: il preventivo lento fa perdere clienti

Quando il form era un tesoro

Per anni, nel turismo, il modulo di richiesta sul sito è stato molto più di uno strumento di contatto. Era il modo per raccogliere nomi, email, telefoni, destinazioni desiderate, periodi di viaggio. Ogni richiesta arricchiva quello che molti titolari chiamavano con orgoglio "il database", un patrimonio da usare per le offerte della stagione successiva, le newsletter, le promozioni last minute.

Per questo tante agenzie, anche quelle che vendono pacchetti già pronti o collegati ai cataloghi dei tour operator, hanno sempre preferito non mostrare prezzi e disponibilità sul sito. Meglio far compilare un form: il cliente lasciava i suoi dati, l'agenzia lo richiamava o gli scriveva il giorno dopo, e intanto il contatto era acquisito.

In un mercato dove per sapere quanto costava un viaggio bisognava chiederlo, quel modello funzionava. Oggi quel mercato non esiste più.

Il cliente nel frattempo è cambiato

Il viaggiatore di oggi arriva sul sito di un'agenzia dopo aver già consultato portali, comparatori e recensioni. Spesso ha chiesto consiglio a un assistente AI, ha un'idea precisa della destinazione e sa più o meno quanto dovrebbe spendere. Cerca la sera, dallo smartphone, quando l'agenzia è chiusa. E sempre più spesso decide a ridosso della partenza, quando i tempi per pensarci sono stretti.

Soprattutto, non compila un solo form. Lo compila su tre o quattro siti, a volte solo per avere un termine di paragone, e sceglie la prima risposta chiara e completa che riceve. Quando arriva la seconda, il viaggio è già prenotato altrove.

Il giorno dopo, con un'email improbabile

Ecco cosa succede ancora in molte agenzie dopo che il cliente ha premuto "invia". La richiesta finisce in una casella di posta, magari condivisa tra più operatori. Qualcuno la prende in carico quando può, spesso il giorno dopo. L'offerta viene scritta a mano nel corpo di un'email, con i prezzi copiati dal listino, a volte da un indirizzo generico che non ha nemmeno il dominio dell'agenzia.

Se al cliente va bene, per confermare deve rispondere copiando e incollando i dati dei partecipanti. Se gli va male, riceve in allegato un modulo da stampare, compilare a penna, firmare, scansionare e rispedire. Poi un bonifico, di cui deve inviare la ricevuta. Poi un'altra email per sapere se è tutto a posto.

Chi lavora in agenzia lo sa bene: ogni passaggio è una possibilità in più che il cliente si stanchi, rimandi, o scelga chi gli ha reso tutto più semplice.

Intanto la concorrenza ha automatizzato

Mentre molte agenzie restano ferme a questo processo, i concorrenti più attenti hanno fatto un passo avanti. Offrono pacchetti prenotabili online, preventivi che arrivano in pochi minuti, conferme con un clic e pagamenti elettronici. Non sono necessariamente più bravi a organizzare viaggi. Sono semplicemente più facili da scegliere.

E il divario si vede anche nella percezione. Un'agenzia che risponde il giorno dopo con un'email disordinata e un modulo da scansionare comunica, senza volerlo, un'organizzazione lenta e poco curata. Il cliente non conosce la competenza del consulente né la qualità delle strutture proposte: vede solo il modo in cui l'agenzia gli risponde, e da quello giudica tutto il resto.

Il "database" che spesso non è in regola

C'è poi un aspetto che molte agenzie sottovalutano. Quel patrimonio di contatti raccolto negli anni, conservato tra caselle email, fogli Excel e vecchi gestionali, molto spesso non è gestito in modo conforme al GDPR.

I dati raccolti per rispondere a una richiesta di preventivo non possono essere usati liberamente per inviare newsletter e promozioni: serve un consenso specifico, che va raccolto correttamente, registrato e dimostrabile. Servono informative chiare, tempi di conservazione definiti, la possibilità per il cliente di revocare il consenso o chiedere la cancellazione. Un indirizzo email copiato da un form in un foglio di calcolo, senza traccia di come e quando è stato raccolto il consenso, è più un rischio che un tesoro.

Per questo il nostro GajaCms gestisce i consensi in modo nativo: ogni contatto porta con sé la traccia di cosa ha accettato, quando e attraverso quale modulo, e quei consensi seguono il dato in tutto il sistema, dalla richiesta di preventivo fino alle comunicazioni di marketing. Il database torna a essere un patrimonio, ma questa volta in regola.

Pietro De Grandi
Unsplash by Pietro De Grandi

Anche il preventivo fatto a mano può essere veloce

Non tutte le agenzie possono mettere online prezzi e disponibilità. Chi costruisce viaggi su misura, o chi lavora con prodotti che richiedono sempre una verifica, deve per forza preparare i preventivi uno per uno. Ma "a mano" non deve significare lento.

Con il nostro GajaCms, l'operatore risponde alla richiesta direttamente dal pannello della piattaforma. Prepara una o più proposte partendo o meno da servizi e listini già inseriti, e il sistema le invia automaticamente al cliente con un'email professionale, impaginata e coerente con l'immagine dell'agenzia. Ogni proposta ha una scadenza precisa, che protegge l'agenzia dalle variazioni di tariffe e disponibilità e dà al cliente un tempo chiaro per decidere.

Se l'offerta gli piace, al cliente basta un clic. Arriva sul sito dell'agenzia, inserisce i dati richiesti per i partecipanti e conferma con un pagamento elettronico. Oppure sceglie il bonifico, che l'agenzia riscontra e registra dal pannello, senza ricevute da inoltrare e senza moduli da rispedire. Nessuna stampa, nessuna scansione, nessun copia e incolla.

Velocità, immagine, comodità

Questo cambio di processo produce tre effetti immediati.

Il primo è la velocità. Uno o più operatori possono rispondere a molte più richieste nello stesso tempo, perché il lavoro ripetitivo lo fa il sistema: impaginazione, invio, raccolta dei dati, verifica dei pagamenti. Il tempo del consulente torna a essere dedicato a ciò che sa fare meglio, costruire il viaggio giusto.

Il secondo è l'immagine. Un'agenzia che invia proposte chiare, con una scadenza, un pulsante per accettarle e un pagamento sicuro, si presenta come un'azienda organizzata e moderna. È la stessa competenza di prima, ma finalmente visibile.

Il terzo è la comodità per il cliente, che può aderire a un'offerta in pochi minuti, da qualsiasi dispositivo, anche la sera dal divano, senza dover chiamare in agenzia per sapere cosa fare.

Chi resta fermo

Nel frattempo ci sono ancora agenzie che vendono pacchetti vacanze da un sito WordPress di dieci anni fa, con un form che raccoglie contatti come si faceva un tempo, e una casella email dove le richieste si accumulano in attesa di risposta. Convinte di proteggere il proprio database, stanno in realtà perdendo i clienti che quel database dovrebbe servire.

La concorrenza avanza con processi più rapidi e un'immagine più curata. La competenza e il rapporto umano restano il vero valore di un'agenzia di viaggi, ma per farli arrivare al cliente oggi serve uno strumento all'altezza. Perché nel travel, chi risponde per secondo spesso non risponde affatto.